Beyond User Research: fare ricerca per conoscere, provocare e co-progettare, fra quotidianità e Intelligenza Artificiale.

Ricerca quantitativa e qualitativa a confronto: se la prima vanta una componente “scientifica” che la fa percepire come oggettiva, la seconda può portare a delle evidenze “empiriche” che altrimenti resterebbero inesplorate. Cosa caratterizza il dato qualitativo? I due approcci alla ricerca sono intercambiabili? In che modo è possibile combinare metodologie di psicologia e di design per individuare nuovi scenari progettuali e generare esperienze più soddisfacenti?

L’articolo è un estratto dell’evento online gratuito “20° UX Talk: Beyond User Research” tenutosi online il 19 novembre 2020.

From Big to Small Data e viceversa.

Guarda il video integrale dell’intervento di Roberta Tassi

Dati dal white paper “College-Level generation Z COVID-19 Impact Study”
Mappatura della letteratura in merito all’online learning, con cluster tematici evidenziati dai diversi colori.
Una cernita di strumenti raccolti e documentati, categorizzati per ambito.
Un esempio di meme attualmente condivisi sul tema, documentati in occasione della ricerca.
Contributi fotografici condivisi da studenti durante la ricerca: un calendario zeppo di lezioni, le sveglie reiterate, fogli, schermi e quaderni, tutto ci dà un’idea di come è configurata la postazione e di come questo incide sulla loro esperienza del remote learning.

La Ricerca può diventare un momento di co-progettazione,

coinvolgendo i propri utenti attraverso stimoli e riferimenti, con un approccio partecipativo che ci avvicina a nuove soluzioni di progetto. Questa idea di riunire ricerca e progettazione fa parte dell’attività dello UX Researcher e può essere puramente esplorativa o andare già in una direzione di ottimizzazione di prodotto. Necessaria è una buona dose di creatività, intesa come la capacità di trovare di volta in volta il modo migliore con cui portare avanti la relazione con gli stakeholder, a seconda del contesto in cui ci troviamo a lavorare.

Interfacce efficaci e IA

Guarda il video integrale dell’intervento di Stefano Triberti

  • tracciamento dell’andamento dei pazienti durante il trattamento;
  • definizione delle fasi di intervento sul paziente.

Queste tecnologie hanno un problema di fondo: non è facile capire come e perché giungano a una determinata decisione, poiché mancano di un livello di interfaccia sufficientemente maturo da risultare comprensibile ai loro utenti.

Per prendere decisioni diagnostiche e terapeutiche, un medico ha bisogno di identificare la natura dei problemi e di tenere conto di molteplici criteri: ha preoccupazioni etiche e deontologiche e deve gestire in prima persona le conseguenze delle sue scelte terapeutiche.

  • le cause valgono più delle probabilità.

Per un impiego nell’ambito medicale, l’IA necessita di un’interfaccia in grado di dialogare con i suoi utenti: ecco perché si parla di “XAI“, Explainable Artificial Intelligence.

Per comprendere l’atteggiamento dei medici rispetto all’utilizzo di AI nella loro pratica professionale e le loro preferenze rispetto alle modalità di interazione, l’Università degli Studi di Milano ha avviato una ricerca con un numero ristretto di medici praticanti, non esperti di IA ma interessati a utilizzarla.

Elementi presi in considerazione perché importanti in ambito psicologico, la credibilità della fonte (in questo caso l’IA) e l’atteggiamento verso la decisione (“come ti sentiresti se prendessi una decisione sulla base dell’indicazione di un’IA?”)
  • diagnosi sostanziata da un’analisi della letteratura scientifica;
  • diagnosi differenziale;
  • diagnosi con un racconto del processo decisionale.
Le prime due forme rappresentano ciò che l’IA è capace di fare ad oggi; le seconde due sono invece due vere e proprie spiegazioni.

Conclusioni

La ricerca è una fase irrinunciabile della progettazione perché aiuta a ridurre le frizioni tra i bisogni dell’utente finale e gli obiettivi di business. Non si tratta di determinare quale tipo di ricerca, se quantitativa o qualitativa, meriti maggiori investimenti nello sviluppo di un prodotto o quale venga prima o dopo, quanto di individuare figure professionali che sappiano gestire entrambe le tipologie in modo complementare e trasversale a tutte le fasi, per trarre il massimo dalle evidenze che ogni metodologia può portare al progetto.

A polytechnic centre of excellence dedicated to User Experience - by POLIdesign.

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