Ricerca quantitativa e qualitativa a confronto: se la prima vanta una componente “scientifica” che la fa percepire come oggettiva, la seconda può portare a delle evidenze “empiriche” che altrimenti resterebbero inesplorate. Cosa caratterizza il dato qualitativo? I due approcci alla ricerca sono intercambiabili? In che modo è possibile combinare metodologie di psicologia e di design per individuare nuovi scenari progettuali e generare esperienze più soddisfacenti?

L’articolo è un estratto dell’evento online gratuito “20° UX Talk: Beyond User Research” tenutosi online il 19 novembre 2020.

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“Beyond User Research”. 20° UX Talk promosso da Experience Design Academy

Quella di seguito proposta è una riflessione che va oltre la mera contrapposizione tra ricerca qualitativa e quantitativa, in direzione di un approccio più olistico nel considerare le metodologie di studio di quelli che ormai sono oggetti estremamente complessi e che necessitano e beneficiano di un continuo dialogo tra entrambe le metodologie, due facce della stessa medaglia.

Ce ne hanno parlato nell’evento online del 19 novembre 2020:
Roberta Tassi, Service Designer e CEO di oblo
Stefano Triberti, Ricercatore presso l’Università degli Studi di…


Neuromarketing, eye-tracking, intelligenza artificiale: sono molti gli strumenti nella cassetta degli attrezzi di chi progetta la User Experience per anticipare in modo sempre più raffinato e predittivo il comportamento dell’utente. Come dominare correttamente queste pratiche?
È possibile progettare interfacce persuasive in una dimensione etica e di lungo termine, senza che questo si traduca nell’adescare semplicemente il consumatore?

L’articolo è un estratto dell’evento “UX Talk: UX & The Brain”, tenutosi online il 30 ottobre 2020 per la classe del Corso di Alta Formazione in User Experience Design e le persone esterne iscritte all’evento.

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“UX & The Brain”, 19° UX Talk promosso da Experience Design Academy

In che modo la conoscenza dei processi neurologici, cognitivi, involontari, contribuisce alla progettazione di artefatti digitali, prodotti e ambienti?

Ce ne hanno parlato nell’evento online del 30 ottobre 2020:
Giovanni Pola, CEO @ Great Pixel
Maurizio Mauri, Head of UX & Neuro-Marketing Research @ SR LABS

Moderatori:
Venanzio Arquilla, Co-direttore Master in User Experience Psychology
Andrea Gaggioli, Co-direttore Master in User Experience Psychology

Mindfulness e User Experience

Guarda il video integrale dell’intervento di Giovanni…


Chi realizza oggi i testi di un’interfaccia? Come si colloca questa fase nel flusso di lavoro che porta al prodotto digitale finito? Che ruolo ha nella generazione di valore dell’esperienza complessiva? Abbiamo provato a capirlo facendoci raccontare la metodologia dai professionisti che se ne occupano.

L’articolo è un estratto del nostro 18° UX Talk, tenutosi da remoto il 9 ottobre 2020 per la classe del Corso di Alta Formazione in User Experience Design e le persone esterne iscritte all’evento.

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“Non esiste un modo neutro di presentare le opzioni.”
(Nudge, Thaler & Sunstein)

“Il linguaggio usato nelle interfacce influenza le decisioni che farà il nostro utente […] Anche le piccole scelte sono determinanti”
(NN/g)

In uno scenario ormai progettualmente maturo come quello dell’Interaction Design, la cura dei dettagli — che poi dettagli non sono — riveste sempre più importanza nel definire l’efficacia di un’esperienza. …


Di seguito un estratto dall’intervento del prof. Venanzio Arquilla, Direttore Scientifico di Experience Design Academy, all’edizione in remoto dell’evento ‘Digital Design Days’ del 2020. Un ringraziamento speciale va a Filippo Spiezia per l’invito a partecipare a uno degli eventi più interessanti degli ultimi anni in ambito digitale.

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Cos’è il Design?

Il Design è una questione aperta perché ha tanti significati. La World Design Organization ha trovato una sua definizione ampia e matura che lo concettualizza tra i processi strategici che permettono di risolvere problemi, sia per le imprese che per le persone. Migliorare la qualità della vita delle persone è effettivamente la chiave di volta del design: mettere le persone al centro e cercare attraverso prodotti, sistemi, servizi ed esperienze di facilitare la loro presenza nel mondo.

Industrial Design is a strategic problem-solving process that drives innovation, builds business success, and leads to a better quality of life through innovative products, systems, services, and…


La User Experience è per sua natura una disciplina che ibrida diverse competenze. Il rapporto con il mondo della psicologia è in questo senso un territorio ricco di stimoli e sfide affascinanti, in cui la visione qualitativa dell’utente — propria del designer — può essere arricchita da un approccio quantitativo e analitico che aiuti ad orientare meglio l’attività progettuale. Come viene gestita questa relazione in ambito accademico, progettuale e consulenziale, per portare valore al prodotto finale?

L’articolo è un estratto dell’evento “UX Talk: UX & Psychology”, tenutosi il 3 aprile 2020 e visibile integralmente sulla pagina Facebook della Experience Design Academy.

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Il video integrale dell’evento è disponibile sulla pagina Facebook della Experience Design Academy

A gennaio 2021 il Politecnico di Milano e l’Università Cattolica del Sacro Cuore daranno il via alla prima edizione del Master in User Experience Psychology, un nuovo prodotto formativo che offre competenze per la progettazione, la prototipazione e la valutazione di esperienze centrate sulla persona, integrando prospettive di design e psicologia. Una proposta che interpreta una domanda emergente dal mercato, sulla spinta di aziende e organizzazioni a trazione innovativa.

Ce ne hanno parlato nell’evento online del 3 aprile 2020:
Andrea Gaggioli, Co-direttore Master in User Experience Psychology
Francesco Piaceri, Digital Innovation Manager @ Competence & Digital
Alessandro Sala, Lead User Experience Designer @ Studio…


Quando si parla di smart working spesso si pensa agli strumenti tecnologici per la comunicazione a distanza. Ma il lavoro “smart” va oltre la mera digitalizzazione delle attività in presenza. Il digitale può abilitare nuove frontiere di ottimizzazione, autonomia e collaborazione, agendo su diversi aspetti ancora non risolti: la struttura dei processi collaborativi, le dinamiche manageriali e di responsabilità personali e collettive connesse, gli spazi fisici, le architetture informative e, non ultime, la dimensione sociale e relazionale. Quali vantaggi possono esserci per le organizzazioni che sapranno dominare questi scenari?

L’articolo è un estratto dell’evento “UX Talk: User Experience in the smart working era”, tenutosi il 29 maggio 2020 e visibile integralmente sulla pagina Facebook della Experience Design Academy.

L’articolo è un estratto dell’evento UX Talk: User Experience in the smart working era, tenuto il 29/05/2020
L’articolo è un estratto dell’evento UX Talk: User Experience in the smart working era, tenuto il 29/05/2020
Il video integrale dell’evento è disponibile sulla pagina Facebook della Experience Design Academy

Nonostante esista dal 2017 una legge in materia di lavoro agile, in Italia un primo vero spostamento nel digitale dei processi lavorativi è avvenuto solo nel momento in cui l’emergenza sanitaria ha costretto il Paese al lockdown.

In tre mesi, infatti, secondo stime del Politecnico di Milano, si è passati da 570.000 a 8 milioni di persone che lavorano dalle proprie abitazioni, cambiando probabilmente per sempre il futuro del lavoro.

Per parlare con noi delle nuove prospettive dello smart working sono intervenute professionalità provenienti dal mondo della consulenza, aziendale e accademico:
Stefano Besana, Digital and Future of Work Lead @ EY
Irina Bogani, UX Research Lead, Eye Tracking Expert & Systemic Psychologist @ Vodafone
Carlo Galimberti, professore all’ Università Cattolica di Milano, Human Resources e Communication…

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A polytechnic centre of excellence dedicated to User Experience - by POLIdesign.

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